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Metodo Feuerstein
La teoria di Feuerstein
Si basa su cinque postulati che Feuerstein afferma debbano essere “tenuti presente per apprezzare e capire i concetti basilari della teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale:
gli esseri umani sono modificabili, l'individuo che sto educando è modificabile, sono in grado di modificare l’individuo, io stesso sono un individuo che può e deve essere modificato, la società è modificabile e deve essere modificata.
La Modificabilità Cognitiva Strutturale
Viene formulata da Reuven Feuerstein verso la metà degli anni ’50 e si basa su tre fondamentali aspetti:
Lo sviluppo dell’essere umano dipende dalla biologia, dall’ambiente socioculturale in cui vive, ma anche dalla possibilità o meno di vivere l‘Esperienza di Apprendimento Mediato, in cui un adulto competente (mediatore), si interpone fra gli stimoli socio-culturali e l’individuo con la sua struttura biologica, modificando entrambi.
Feuerstein, infatti, pone in evidenza soprattutto il contributo dell’interazione umana.
La convinzione che l’intelligenza sia uno “stato” instabile e quindi modificabile e non un “tratto” stabile e quindi fisso.
Secondo la teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale, l’intelligenza umana ha la possibilità di essere modificata dall’esperienza.
Questa visione dinamica porta come conseguenza l’idea dell’intelligenza come processo.
Fin dagli anni ’40 Feuerstein aveva ipotizzato la plasticità cerebrale, ora ampiamente dimostrata a livello scientifico. La ricerca neurofisiologica individua infatti nella modificabilità cerebrale un fenomeno che influenza potentemente non solo il comportamento, ma anche le strutture neurofisiologiche e corticali. In base alle più recenti scoperte, il cervello può costruire nuove strutture, che si formano attraverso il comportamento interno ed esterno.
L’Esperienza di Apprendimento Mediato
Rappresenta il processo attraverso il quale avviene un efficace apprendimento. Può essere effettuata se sono presenti contemporaneamente:
- degli stimoli esterni
- l'individuo disponibile ad accettare l’interazione
- il mediatore.
Questi tre elementi si influenzano reciprocamente, provocando profondi cambiamenti.
Ci sono molteplici fattori che possono causare l’assenza di EAM e, schematicamente si possono suddividere in cause socio-ambientali come, ad esempio, deprivazione culturale, povertà, ideologie, inadeguatezze nel rapporto fra genitori e figli, o endogene, tra le quali i disturbi dello spettro autistico.
L’ambiente modificante
Per ottenere successi operativi è necessario prevedere una modificabilità del comportamento non solo nel soggetto e nel mediatore, ma anche un cambiamento sostanziale dell’intero ambiente circostante.
È l’ ambiente modificante, aperto, senza pregiudizi, che permette a tutti di accedere alle opportunità che la vita può offrire. È un ambiente che stimola e pretende dalla persona di dare il suo massimo. È un ambiente imprevedibile, che stimola così a vedere la situazione da diversi punti di vista.
È evidente la concordanza fra questo pensiero e le teorizzazioni di Albert Bandura, padre della teoria social-cognitiva.