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Metodo Feuerstein
La vita
Nasce a Botosan in Romania nel 1921 da una famiglia di ebrei osservanti.
Trascorre infanzia e adolescenza a Bucarest dove fin da giovane si occupa di apprendimento, insegnando ai piccoli della sua comunità. Dal 1940 al 1944, insegna nella scuola per bambini svantaggiati a Bucarest. Durante il Mandato Britannico della Palestina collabora con l’Alijath Ha Noar, organizzazione che si occupa dell’inserimento dei giovani scampati allo sterminio e partecipa, nel 1948, alla nascita dello Stato di Israele.
Approfondisce l’approccio cognitivista e attorno agli anni 1950 entra in contatto con André Rey e Jean Piaget, in Svizzera, alla ricerca di un metodo che supporti le sue idee relative alla modificabilità cognitiva e alla mediazione.
Si laurea a Ginevra e prosegue gli studi con un dottorato di ricerca alla Sorbonne di Parigi.
Diviene docente di Psicologia dell’Educazione all’Università Bar Ilan in Israele, e alla Vanderbilt University di Nashville, Usa. Nel 1992 fonda a Gerusalemme l’International Center for the Enhancement of Learning Potential, centro di ricerca, formazione e terapia per aiutare le persone con disabilità a raggiungere il livello di funzionamento cognitivo più alto possibile.
La sua biografia è necessaria per comprendere l’attività di questo studioso che, fin dai primi approcci con i giovani sopravvissuti ai campi di sterminio, si interrogava su quanto le esperienze vissute o le mancate occasioni di apprendimento possano influire sul rendimento ai test psicometrici.
“I criteri valutativi della psicometria classica (QI) trovano espressione nella natura degli strumenti diagnostici usati nella valutazione delle prestazioni, si traducono in aspettative limitate per il futuro sviluppo della persona e portano all’individuazione di obiettivi educativi, lavorativi e di adattamento generale di basso livello. Al contrario, l’approccio di modificazione attiva rifiuta i punteggi QI, come indicatori di un livello di funzionamento stabile o permanente attribuito alla persona; esso considera, invece, coerentemente con il concetto di sistema aperto piuttosto che chiuso, che l’intelligenza è un processo di autoregolazione dinamica, uno stato che reagisce agli interventi interni ed esterni dell’ambiente. Come sistema aperto, l’organismo umano risponde con immediatezza ad attività mirate al cambiamento e alla modificazione. Riteniamo che la modificabilità sia una condizione basilare dell’organismo umano ed il livello di prestazione manifesto dell’individuo a un certo punto del suo sviluppo non deve essere considerato qualcosa di fisso e immutabile, e ancor meno un affidabile indicatore delle prestazioni future.” (R.Feuerstein, R.S.Feuerstein, L.Falik, Y.Rand, Il programma di Arricchimento Strumentale di Feuerstein, Erickson, Trento, 2008)
Da qui deriverà - assieme alla sua formazione culturale nell’ambito del pensiero ebraico che lo vedrà in sintonia con il pensiero di altri ebrei come Vygotskij e Bruner - la critica ad alcuni assunti del pensiero di Piaget.